Guida Ecobonus 110%


Hai sicuramente letto in questo periodo molte informazioni relativamente all’Ecobonus 110%. Probabilmente hai molta confusione in testa anche perché ci sono informazioni discordanti per questo argomento. Abbiamo realizzato questa guida aggiornata all’Ecobonus 110% perché vogliamo fornire maggiore chiarezza sulle reali possibilità di riqualificazione energetica della tua casa. Innanzi tutto ti ricordiamo che le agevolazioni fiscali disponibili sono diverse, tra cui la più importante è il Bonus Casa al 50%Leggi la nostra guida per maggiori informazioni sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e gli altri interventi che puoi fare ad un immobile di tua proprietà.

Possiamo dire che il Superbonus 110% (di cui il nome corretto è Ecobonus) è stato pensato per dare nuova linfa all’edilizia e favorire il miglioramento energetico degli edifici nelle città italiane.

L’obiettivo di questa guida è fare chiarezza alle domande frequenti che comunemente ci vengono rivolte da chi desidera intervenire con un intervento chiavi in mano di riqualificazione energetica nella provincia di Padova.

Chi può richiedere l’Ecobonus 110%

Qui di seguito un breve elenco di chi può beneficiare della detrazione fiscale 110%:

  • La detrazione del 110% spetta alle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di impresa o professionale (sul numero massimo di due unità immobiliari oltre che su eventuali parti comuni dell’edificio);
  • Ai condomini: le unità immobiliari in questo caso possono essere anche uffici o negozi di proprietà di imprese o professionisti;
  • Cooperative di abitazione;
  • IACP (case popolari);
  • Onlus Organizzazione non lucrativa di utilità sociale;
  • ASD e SSD per gli interventi relativi a spogliatoi.

Quale periodo comprende l’Ecobonus 110%?

Il periodo di attività per cui è possibile richiedere l’agevolazione fiscale al 110% è dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, ma probabilmente verrà esteso fino al 31 dicembre 2024.

Gli interventi principali dell’Ecobonus 110%

Gli interventi non sono tutti uguali, perché alcuni sono “principali” mentre altri sono “secondari”. I termini corretti sono interventi trainanti e interventi trainati.

Gli interventi trainanti (interventi principali) sono:

1 – L’isolamento termico delle superfici, come il richiestissimo cappotto, e la spesa massima detraibile è:

  • € 50.000 € per unità immobiliare, singola o autonoma se all’interno di fabbricati plurifamiliari;
  • € 40.000 da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari per edifici composti da 2 fino a 8 unità immobiliari;
  • € 30.000 da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari per edifici oltre 8 unità immobiliari.

2 – Gli interventi su parti comuni dell’edificio relativi a sostituzione impianti di climatizzazione sia a condensazione sia a pompa di calore, come impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento e la fornitura di acqua calda a condensazione (in classe A), o a pompa di calore (anche abbinati a impianti fotovoltaici) con accumulo o microgenerazione. In questo caso la spesa massima è € 20.000 per ogni unità immobiliare se l’edificio è composto fino ad un massimo di 8 unità immobiliari, oppure € 15.000 per ogni unità immobiliare per gli edifici con più di 8 unità immobiliari.

3 – Per gli interventi di “impiantistica” (pannelli, climatizzazione…) effettuati su edifici unifamiliari indipendenti (es. case singole, villette e multifamiliari) la spesa massima è di € 30.000 con una detrazione del 110%.

Perché questi interventi si chiamano trainanti?

Queste tipologie di interventi appena descritti si chiamano trainanti perché permettono di fare di conseguenza anche gli interventi trainati, che nello specifico sono:

  • Sostituzione degli infissi, schermature solari, nonché sistemi evoluti di termoregolazione e cioè dispositivi multimediali per controllo da remoto;
  • Micro-generatori in sostituzione di impianti esistenti con un risparmio di energia primaria stabilita con decreto;
  • Installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici (con un tetto massimo di spesa di € 3000).

Bisogna assolutamente ricordare che gli interventi per il risparmio energetico devono:

  • rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti in materia;
  • assicurare il miglioramento prestazionale dell’edificio di almeno due classi energetiche (oppure il raggiungimento della classe più alta) attraverso l’attestato di prestazione energetica (APE);
  • essere applicati ad edifici esistenti che possono essere anche ristrutturati o ricostruiti (non si applica alle nuove costruzioni).

L’impianto fotovoltaico è coperto dal bonus 110%?

Alla luce di quanto scritto fino a qui e alla presenza di almeno uno degli interventi di cui sopra, gli impianti fotovoltaici sono agevolati con un limite di spesa € 96.000 (€ 2.400 per kW). Anche i sistemi di accumulo vengono agevolati con limite di spesa di € 1.000 per ogni kW di capacità di accumulo.

Cessione del credito e sconto in fattura

Tra le cose interessanti che propone l’Ecobonus c’è la possibilità di cedere il credito corrispondente alle detrazioni alla propria banca oppure all’impresa che esegue i lavori (che in questo caso farebbe uno sconto in fattura).

La soluzione migliore è sempre che il committente ceda il proprio credito fiscale direttamente alla propria banca che salderà la fattura dei lavori eseguiti fino all’importo massimo del corrispettivo dovuto.

Nel caso dello sconto in fattura, l’impresa esecutrice dei lavori prende in carico il credito fiscale per poi cederlo a sua volta alla banca.

NOTA BENE

In merito allo sconto in fattura e alla cessione del credito è bene non darli sempre per scontati e soprattutto gratuiti. In molti interventi la banca non acquista l’intero importo del credito oppure lo acquista, ma non un tasso di interesse (quindi un extra oltre al 10% previsto dal bonus). Quindi non è impossibile che si riesca a fare un lavoro a costo zero, ma è più probabile considerare una cifra di circa 10% del totale come “spese” a carico del committente.

Quali spese sono oggetto della cessione del credito oppure dello sconto in fattura?

Ecco un elenco sintetico degli interventi ammessi alla cessione del credito oppure allo sconto in fattura:

  • Il recupero patrimonio edilizio, come la manutenzione ordinaria condomini e straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo nonché ristrutturazione edilizia per altri edifici residenziali;
  • Gli interventi di efficienza energetica;
  • L’adozione di misure antisismiche (Sismabonus);
  • Il recupero e il restauro delle facciate degli edifici esistenti anche se solo di pulitura o tinteggiatura;
  • L’installazione di impianti fotovoltaici;
  • L’installazione colonnine di ricarica veicoli elettrici.

Anche le spese dei professionisti che seguono la parte burocratica e amministrativa degli interventi trainanti/trainati (e per richiedere l’Ecobonus) potranno essere inclusi all’interno dell’agevolazione fiscale.

Come utilizzare l’Ecobonus in condominio

Anche i condomini possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall’Ecobonus 110%. Bisogna capire fin da subito che i beneficiari finali del bonus fiscale sono i singoli proprietari degli appartamenti, ai quali viene ripartita la detrazione sulla base dei millesimi, relativamente alle spese sulle parti comuni condominiali.

Un ulteriore aspetto da ricordare è che nel caso di condomini non sono previsti requisiti particolari, quindi gli appartamenti possono essere intestati a privati, professionisti o aziende, ed essere abitazione (anche non principale), uffici oppure negozio.

La nostra azienda non effettua interventi di riqualificazione con Ecobonus 110% all’interno di condomini.

L’Ecobonus 110% è una grande opportunità

Senza alcun dubbio le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica e le ristrutturazioni attualmente disponibili in Italia sono una grande opportunità. L’Ecobonus 110% rende questa opportunità davvero imperdibile per le persone che desiderano intervenire nella propria casa (o comunque in edifici di proprietà) perché permette di abbattere sensibilmente (o addirittura azzerare) i costi di intervento.

Non bisogna fare l’errore di considerare il bonus 110% come “lavoro a costo zero”, perché in moltissimi casi è richiesta una parte (se pur piccola di budget) da parte del committente. Non è impossibile fare interventi a costo zero perché potrebbero esistere delle condizioni per procedere alla riqualificazione senza investire euro, ma non deve essere questo l’obiettivo primario.

Per richiedere le agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione edile chiavi in mano nella provincia di Padova è determinante affidarsi ad team molto affiatato. Il gioco di squadra diventa importante non solo per l’esecuzione dei lavori, ma anche per la progettazione iniziale e l’analisi di fattibilità degli interventi nel rispetto dei requisiti imposti dalla Legge per richiedere i bonus fiscali.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le linee guida ufficiali per procedere con l’Ecobonus 110%, ma nonostante questa guida ufficiale, la richiesta delle agevolazioni rimane sempre una fase delicata che deve assolutamente inoltrare un team di professionisti composto da commercialisti, architetti e termotecnici.

PadovaRistrutturazioni.it può aiutarti con successo sia in fase di analisi e progettazione sia per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edile chiavi in mano.

Il consiglio rimane sempre quello di beneficiare il bonus come detrazione diretta nella propria dichiarazione dei redditi qualora sia disponibile una capienza fiscale adeguata. L’alternativa è quella di richiedere alla propria banca informazioni sulla cessione del credito in modo che sia il committente a cedere il credito direttamente all’istituto bancario senza passare per l’impresa edile.

Solo in determinati e pochi interventi applichiamo lo sconto in fattura, e non potrebbe essere altrimenti visto la grande quantità di richieste che riceviamo. In questo caso per procedere con questa modalità di agevolazione abbiamo bisogno di approfondire le richieste del committente, essere sicuri che le prime due soluzioni (detrazione diretta o cessione del credito) non sia applicabili, e valutare l’immobile per fare un progetto estimativo.

Ecco cosa devi fare se vuoi riqualificare la tua casa

Se hai deciso di utilizzare l’Ecobonus 110% per riqualificare la tua casa oppure un immobile di tua proprietà, hai già capito che fare il sopralluogo non basta perché è necessaria della documentazione dettagliata da affidare alla banca.

Le cose che ti consigliamo di fare sono:

 Andare in banca per richiedere la loro disponibilità nell’acquistare il tuo credito. Molti istituti bancari si non organizzati con un ufficio dedicato per gestire queste richieste. Almeno che tu non voglia detrarre nella dichiarazione dei redditi il bonus fiscale, questa è la prima cosa che ti consigliamo di fare.

– Se la tua banca non ti concedo l’acquisto del credito, l’unica soluzione possibile è cedere il credito alla nostra impresa anche se è un percorso di più difficile attuazione.

– Indipendentemente che tu scelga di detrarre il bonus, cederlo alla banca oppure cederlo a noi, il passo fondamentale è la diagnosi preliminare dell’immobile. La diagnosi preventiva consiste nel fare un sopralluogo con relativo preventivo e studio di fattibilità, e richiede l’intervento di un tecnico (geometra/architetto) e di un termotecnico per stabilire le prestazioni energetiche dell’immobile prima e dopo la riqualificazione.

Questa attività di analisi preventiva è complessa e articolata, e non è gratuita perché richiede un contributo da parte del committente per stabilire la reale fattibilità dell’intervento e di tutte le modalità operative richieste.

Nello specifico la diagnosi preventiva comprende:

  • Raccolta e verifica della documentazione esistente.
  • Analisi energetica del fabbricato pre-intervento (compreso A.P.E.).
  • Esecuzione dello studio di fattibilità e delle possibili combinazioni per il doppio salto di classe energetica.
  • Analisi economica post diagnosi, del budget di investimento necessario alla riqualificazione dell’edificio, sfruttando al meglio i tetti di spesa concessi dai bonus presenti nel decreto rilancio.
  • Relazione tecnica riassuntiva riportante l’elenco degli interventi necessari alla riqualificazione dell’immobile.
  • Quadro economico complessivo dell’intervento conseguente la relazione tecnica generale, suddiviso per capitoli di spesa in funzione dei bonus.

Qualora la diagnosi preliminare dovesse essere convalidata dalla banca e il lavoro di riqualificazione confermato dal committente questo costo verrà assorbito dall’Ecobonus 110%.

Alla luce delle informazioni di cui sopra, se desideri riqualificare la tua casa ora sai perché devi necessariamente fare una diagnosi preliminare da consegnare alla banca e al portale ENEA.

Per qualsiasi informazione contattaci direttamente.